CI HA LASCIATI IL DOTT. ELVIO DI GIROLAMO

16 Maggio 2012 Nessun commento

foto dall’archivio di Renato Sala – maggio 1980

Dal “Quotidiano del Molise” di oggi 16.05.2012

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Processione del 9 maggio 2012

14 Maggio 2012 Nessun commento

La sera di mercoledì scorso 9 maggio 2012 in occasione della festa di San Michele sono state portate in processione, oltre alla statua di San Michele, anche quelle di San Nicola e della Madonna dell’Incoronata. Vi è stata una buona partecipazione di fedeli e vi è stata anche la presenza di una banda musucale.

Faccio presente che le statue di San Michele e della Madonna dell’Incoronata sono degli autentici capolavoli artistici e furono realizzate dal famoso artista di Carovilli Emilio Labate, che realizzò anche altre statue presenti nella chiesa della Congrega di Torella. Emilio Labate realizzò anche la vecchia urna di San Clemente.

 

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Rappresentanza degli Italiani all´Estero – Alcune riflessioni, alcune domande.

13 Maggio 2012 1 commento
di Angela Piscitelli
C’ è un’altra Italia, lontana, in tutto il mondo: sono i nostri emigranti.
La  nostra è una lunga storia, fatta di sacrifici e valige di cartone, di madri e mogli lontane, sofferenza, nostalgia pergli affetti e la terra d’origine. Gli Emigranti Italiani hanno sempre dato tanto ai paesi che li hanno accolti, rispettando le nazioni ospitanti e non sempre ricamibiati con uguale rispetto.
Amano l’italia, molto più di quelli che in Italia restano, conservano le tradizioni e perfino i dialetti. Producono ricchezza e sono una ricchezza.
le loro anime, cariche di ricordi guardano al futuro:ma spesso sono espropriati della loro autentica identità e si sentono stranieri in patria e fuori.
Per questo grande popolo sparso in ogni angolo della terra, l’autostrada virtuale puo’ essere il cammino per ritrovarsi e cercare insieme di costrire un’Italia sovranazionale, fatta di italiani protagonisti.
E’ per questo che dall’europa, abbiamo lanciato questo questionario, come primo passo di un’unificazione ideale che sia anche costruttiva, oltre che culturale ed affettiva. Leggeremo tutte le risposte che saranno la base di ogni azione comune, e prenderemo nota dei problemi, dei disservizi, ma anche dei sogni. Giacchè sognare è importante. E loro, tutti, lo sanno, visto che con il loro lavoro, duro, difficile, costante, hanno permesso la realizzazione di tanti sogni anche per le famiglie che sonno resstate in Patria. 
L’italia è un grande Paese perchè esistono gli Italiani. Gli italiani sono un grande popolo, hanno solo bisogno di ritrovarsi, come in una grande famiglia.
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LA MAMMA

11 Maggio 2012 1 commento

Nella seconda domenica del mese di maggio, dedicato a Maria,  è consuetudine offrire un omaggio d’amore e di gratitudine alla mamma.

Il motivo precipuo per cui si è deciso di dedicare un giorno del mese di Maggio alla nostra mamma terrena è lo stesso per cui tale mese è dedicato alla Madonna, nostra mamma celeste.

Circa un secolo fa la cara e simpatica festa fu ideata e promossa  dalla giovane Anna Jarvis. La sua mamma era stata una valente insegnante elementare ed aveva lasciato un vivo ricordo di sé per la grande bontà.

Un vivo ricordo che, purtroppo, come pensava con dolore Anna Jarvis, era destinato a scolorire con il tempo perché nessuno innalza monumenti commemorativi ad una mamma.

Nessuno, in nessun Paese…

Ed Anna Jarvis si propose di rimediare a questa grande dimenticanza  e decise, con impulsivo coraggio, di iniziare una battaglia ideale che aveva come conquista finale una giornata dell’anno dedicata alle mamme di tutto il mondo.

Ma Anna non voleva che l’iniziativa restasse circoscritta entro i modesti limiti di una Nazione! No, Anna voleva una giornata mondiale, perché le mamme abitano in tutto il mondo; e tanto fece che , nel 1914, il Congresso degli Stati Uniti votò la legge che istituiva la “giornata della mamma”.

Da allora, in ogni città, in ogni piccolo villaggio e successivamente anche in Italia, la festa venne celebrata solennemente con grande gioia.

In Italia, la festa fu organizzata, per la prima volta, circa cinquanta anni fa. L’iniziativa non poteva non incontrare il consenso universale: basta il nome della  mamma a scuotere le più profonde radici del nostro essere e commuoverci per la cara e insostituibile persona, sia che l’abbiamo vicino, sia che stia lontano, sia che l’abbiamo perduta per sempre.

Molti eminenti prosatori, ragguardevoli poeti e pittori hanno immortalato mirabilmente, nelle loro opere, la loro mamma, o la “madre”. Al riguardo si possono menzionare: De Amicis, Giusti, Pascoli, D’Annunzio, Ungaretti, Quasimodo ed altri.

E’ anche opportuno rammentare come la storia abbia offerto esempi sublimi di amore materno: Cornelia, madre dei Gracchi; Veturia, madre di Coriolano; Maria Drago, madre di Mazzini; Letizia Ramolino, madre di Napoleone; la madre di Nazario Sauro ed altre.

Perciò si può senz’altro asserire che la parola”mamma” è la più bella del mondo.

E’ la prima che si impara, la prima che si capisce e che s’ama; l’ultima che si mormora in fin di vita. Non vi è un nome più dolce e venerato, di più forte e di sacro. La mamma è l’angelo della famiglia e di più rende, con misteriosa influenza di grazie, di dolcezze e d’amore, il compimento dei doveri meno amari.

Il suo sorriso è sempre lusinghiero, dona sollievo alla stanchezza, rende la vita più desiderabile ed il mondo più roseo.

Chi non ha potuto vivere sotto la protezione di tale angelo, è sempre mesto e reca nel cuore un vuoto incolmabile, perché ha perduto l’unico vero tesoro del mondo.

Ma che cosa è una mamma? Una donna?

No, non è una donna, è un angelo che ci inebria di gioia con i suoi gesti, che ci fa perseguire tante belle prospettive, che ci insegna soprattutto ad amare e che dona sempre la sua vita perché il suo amore è inesauribile.

Infatti è l’amore il vertice delle sue  aspirazioni, il primo valore che costituisce il centro della sua personalità

Ella ci porta sempre nel cuore, ci nutre, ci custodisce, ci veglia, guida i nostri passi incerti; ci accarezza, ci abbraccia, ci protegge da ogni pericolo. L’amore verso la madre è istintivo, ma questo istinto deve essere coltivato e sviluppato perché la famiglia è uno dei cardini della vita sociale e perciò fa sì che abbia una sua vita armonica e piena. L’amore verso la mamma è il più puro ed il più saldo degli amori. E’ il primo sentimento che  nasce nell’animo umano ed è quello che deve regnarvi sovrano, senza pericolo di pentimento, per tutta la vita.

E’ un dovere inderogabile condividere il suo dolore e recarle sollievo.

L’amore che si conserva nel nostro cuore deve essere ardente come una fiamma inestinguibile, perché solo un essere malvagio, senza bontà d’animo e gratitudine, può cessare di amarla.

La mamma è un gran dono di Dio.

In verità non esistono parole al mondo per definire il mistero che la circonda. E’ un bene che supera la conquista di una laurea, il benessere economico, il dono di un’altra donna con la quale si decide di fare il cammino della vita insieme; è certamente sorgente di serenità e di gioia, che supera immensamente altre piccole e grandi soddisfazioni della vita.

Molte volte la nostra società ci presenta un modello di mamma o troppo borghese o disimpegnata nella vita, o addirittura, sfiorita nella sua autentica bellezza e nel suo misterioso fascino: una mamma triste, preoccupata solo di sé stessa: un modello che, di sovente, è circondato da ombre di male e di vizio…

Comunque sia, per il fatto stesso che abbia dato alla luce un’altra vita o più vite, va rispettata ed ammirata, e nessun giudizio umano si dovrebbe attardare sulla donna che illumina la propria esistenza con la luce della maternità.

Come festeggiare la mamma, oggi, nell’epoca del computer e dei viaggi spaziali, in una società consumistica e tecnologica, affannata nella ricerca del benessere.

Come festeggiarla in un mondo di contestazioni che non risparmiano neppure l’istituzione della famiglia e la figura dei genitori, una volta considerati sacri?

La vita attuale, con il suo ritmo convulso e frenetico, ha ormai sfatato la figura dolce e serena della madre, che trascorre nel chiuso delle pareti domestiche, una vita tutta umiltà, pazienza, comprensione ed equilibrio, dedicata esclusivamente alla famiglia ed al disbrigo delle attività casalinghe.

Nella società moderna, la madre, spesso occupata in attività extradomestiche, non è che una semplice creatura umana, una creatura con le debolezze ed  i limiti che le circostanze le impongono.

Ed i figli, qualche volta, sono pronti a criticarla e a giudicarla. Invece, certi atteggiamenti e certe azioni vanno comprese e sempre giustificate. La mamma ha sempre tanto da fare!

Se esercita una professione e svolge un’attività extradomestica, quando torna a casa, è già stanca; eppure non può fermarsi, non può riposare, ma è costretta a sbrigare numerosi altri lavori per i suoi famigliari. Perciò bisogna capirla e perdonarla se, qualche volta, è un po’ nervosa e più pronta a rimbrottare che ad accarezzare.

Anche se non lavora fuori casa, la mamma è sempre una grande lavoratrice. Perché? Pensiamo a tutti i lavori che fa la mamma e proviamo a calcolare il numero delle sue ore lavorative. Poi, oltre il lavoro materiale, quanti impegni, quanti pensieri, quante responsabilità! C’è la casa da dirigere, i figli da curare e da seguire, le spese da sostenere, il bilancio da far quadrare e ci sono tante importanti decisioni da prendere per mandare avanti la famiglia.

E tutto questo la mamma lo fa sempre per amore. Prendiamone coscienza: potremo rivalutare la figura della mamma e sapremo amarla e stimarla maggiormente. Questo sarà l’omaggio migliore per la sua festa.

Bisogna difendere questa festa dalla retorica e dal consumismo. Bando quindi ai regali prefabbricati che numerose ditte mettono in circolazione in questi giorni, per scopi commerciali. Bando a tutto ciò che è stereotipato.

L’affetto per la mamma si può e si deve esprimere nei modi più concreti ed impegnativi, in cose che richiedono l’esercizio della volontà.

Perciò evitate tutto ciò che  è retorica e suggestione. Bisogna vedere la mamma sotto il suo aspetto più umano e non considerarla una persona che deve essere solo e sempre  al servizio di tutti, pronta a soddisfare le nostre necessità a  qualsiasi ora.

La mamma ha anche la necessità di riposarsi; le piace, almeno qualche volta, ricevere una piccola attenzione, una parola di apprezzamento e di conforto.

Ella dedica la propria attività, la propria vita al servizio della famiglia ed, in modo particolare, dei figli. Affetto e gratitudine sono dovuti alla mamma per quello che fa, ma soprattutto per l’amore che ci porta.

Così intesa, la figura della mamma rispecchia fedelmente le sue reali dimensioni, senza che la sua immagine sia falsata con esaltazioni retoriche o sia idealizzata troppo con sentimentalismi.

                                                Mancino Ulderico

                                                                           

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GIOVANNI D’ALESSANDRO RICONFERMATO SINDACO DI TORELLA DEL SANNIO

7 Maggio 2012 2 commenti

(da destra: Giovanni D’Alessandro, Nicola Ciamarra, Francesco D’Alessandro, Sara Messere, Carmine Di Mario, Michelangelo D’Alessandro, Nicola Sala)

Lo scrutinio del seggio di Torella del Sannio ha dato il seguente risultato:

LISTA N.2 “INSIEME PER TORELLA”

CON CAPOLISTA GIOVANNI D’ALESSANDRO: VOTI N. 349

Voti di preferenza ai candidati alla carica di consigliere

Francesco D´Alessandro       preferenze   68

Michelangelo D´Alessandro  preferenze 67

Carmine Di Mario                    preferenze 53

Nicola Sala                               preferenze 38

Sara Messere                          preferenze 33

Nicola Ciamarra                     preferenze 28

Eletti per la Maggioranza: Giovanni D´Alessandro (Sindaco) – Francesco D´Alessandro, Michelangelo D´Alessandro, Carmine Di Mario, Nicola Sala (Consiglieri)

LISTA N.1 “LA RINASCITA”

CON CAPOLISTA MICHELE FUSCOLETTI: 275

Voti di preferenza alla carica di consigliere

Clemente Di Placido      preferenze 65

Gianni Meffe                  preferenze 45

Mauro Di Placido          preferenze 37

Michele D´Alessandro preferenze 36

Stefania D´Alessandro  preferenze 28

Antonello D´Alessandro preferenze 23

Eletti per la Minoranza: Michele Fuscoletti e Clemente Di Placido (Consiglieri)

 

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ELEZIONI COMUNALI 2012 A TORELLA DEL SANNIO – CHIUSURA SEGGIO

7 Maggio 2012 Nessun commento

Alle ore 15,000 di oggi 07.05.2012 è stato regolarmente chiuso il seggio elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Torella del Sannio.

I votanti sono stati:

in totale n.633

di cui 216 alla prima sezione

416 alla seconda sezione

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ELEZIONI COMUNALI 2012 A TORELLA DEL SANNIO – PROGRAMMA DELLA LISTA “INSIEME PER TORELLA”

3 Maggio 2012 Nessun commento

OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI E’ GIA’ STATA INOLTRATA LA RELATIVA RICHIESTA DI FINANZIAMENTO- IN ATTESA DEL RELATIVO DECRETO DI FINANZIAMENTO:

1 – Intervento di ” sistemazione del campo di calcio mediante stesura di tappeto in erba sintetica”;

2 – Riqualificazione di tutta la viabilita’  comunale:

- Costruzione marciapiedi da via Roma verso il cimitero,

- Sistemazione strada interpoderale Bercioli,

- Sistemazione via Guglielmo Marconi,

- Sistemazione via Colle del Pozzo,

-  Sistemazione via Sandro Pertini.

3 – SISTEMAZIONE DELLE ANTICHE FONTANE COMUNALI:

- Fonte Faggio,

-  Fontanelle,

-   Fontevecchia.

4 – RICOLLOCAZIONE DELL´ANTICA CROCE VIARIA IN PIAZZA SAN ROCCO.

5 – SISTEMAZIONE CHIESA CIMITERIALE.

6 – ADEGUAMENTO STRUTTURA DI VIA RUVATIELLO DESTINATA A CENTRO SOCIALE.

7 – SISTEMAZIONE IMPIANTO DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE INTERNO AL PAESE.

OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI SI STA AVANZANDO LA RELATIVA ISTANZA DI FINANZIAMENTO:

1 – Creazione spazio giochi allínterno del parco delle Rmembranze e dellárea di sosta,

2 – Realizzazione campo di bocce,

3 – Costruzione marciapiedi sulla S.P. 41 da via Garibaldi verso Castropignano e Molise con rotonda al crocevia,

4 – Rifacimento segnaletica orizzontale e ripristino verticale,

5 – Completamento area di sosta,

6 – Sviluppo delle “potenzialita´naturalistiche del territorio”

PROPOSTE DI CUI SI INTENDE AVANZARE RICHIESTA DI ATTUAZIONE:

1 – Gemellaggio,

2 - Potenziamento del patrimonio librario e dei servizi offerti dalla biblioteca,

3 – Istituzione di corsi musicali,

4 – Abbattimento di tutte le barriere architettoniche,

5 – Ripristino del mercato domenicale,

6 – Organizzazione della “notte bianca”

7 – Potenziamento dell´assistenza domiciliare,

8 – Realizzazione progetti “Borse – Lavoro”,

9 – Politiche atte a contrastare lo spopolamento e favorire la ripopolazione,

10 – Valorizzazione delle Tradizioni Torellesi.

OBIETTIVI PRIORITARI DELLA NOSTRA AZIONE POLITICA:

1 – LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE

 

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ELEZIONI COMUNALI 2012 A TORELLA DEL SANNIO – PROGRAMMA DELLA LISTA “LA RINASCITA”

2 Maggio 2012 Nessun commento

PREMESSA

Oggi la politica, nella convinzione della gente, è diventata sinonimo di corruzione, appalti manomessi, scambio di voti, disinteresse per il bene comune. Insomma, uno strumento di crescita sociale trasformato in qualcosa di losco, in grado di suscitare odio e dividere un’intera popolazione.

Torella è un piccolo centro nel quale l’unione potrebbe fare veramente la forza dell’intera comunita’ . E’ penoso vedere famiglie spezzate dall’odio generato dalla divisione politica; amici, un tempo vicini, diventare rivali per un voto non dato; mamme di famiglia illuse da promesse di lavoro che durera’  pochi mesi, se non settimane.

Noi abbiamo un sogno: veder crescere i nostri figli in un ambiente armonioso ed aperto, in una comunita’ dove ci si incontra e si discute nel rispetto degli altri: dove gli avversari non sono nemici, ma semplicemente “l’altro” con cui progettare una Torella migliore.

Far tornare i giovani a parlare di Politica, quella con la P maiuscola, e` il nostro obiettico. Siamo sicuri che, tettendo nelle loro mani le sorti del paese sapranno fare grandi cose, e le sapranno fare meglio di come sono state realizzate nel passato e di come si sta continuando oggi. Sapranno proporsi in politica con l´unico obbligo morale di non “far male” a nessuno e con un carico di sogni da realizzare per se stessi e per i loro figli.

Per fare tutto questo, pero´,  e` necessario ricominciare da capo, azzerare tutto: punto e a capo. E` importante cambiare!  E` importante che gli attori della politica torellese che, fino ad oggi, si sono arrogati la proprieta´ dell´intera struttura amministrativa, cedano il passo a chi vuole crescere come amministratore e a chi vuole far crescere nuovi amministratori.  Non si é mai sentito dire ad alcun giovane:  non puoi avere figli perche’  non sai crescerli. Tutti impariamo a fare i genitori dopo che sono nati i figli e la stessa cosa vale anche per il Sindaco e per gli amministratori: vogliamo davvero interrompere questo importante trapasso di nozioni?

I cittadini non sono attori passivi, ma devono sentirsi coinvolti nelle scelte amministrative, devono essere ascoltate le loro idee, ma anche le loro critiche: siamo una comunita’ e vogliamo crescere insieme alla popolazione.

Dimostreremo che è possibile realizzare tutto ciò, basta volerlo. Realizzeremo il nostro programma elettorale vicino alla popolazione e i giovani non saranno eslusi. Mediante assemblee pubbliche, coinvolgeremo tutta la comunità nelle scelte amministrative e politiche, non saranno esclusi coloro che, perché costretti o per volonta’, decideranno di accordare la preferenza ai nostri avversari; è importante ascoltare le idee, ma anche le critiche che verranno da tutta la comunita’. I nostri sogni saranno i sogni dei torellesi e, insieme, li realizzeremo.

PROGRAMMAZIONE E BILANCIO

Sara’ nostra cura predisporre bilanci e programmazioni nel rispetto del bene comune. Raggiungeremo gli obiettivi previsti, sicuri di contenere la spesa pubblica ed evitare gli sprechi per non mettere le mani in tasca ai cittadini.

La gestione del bilancio sara’ pubblica e i cittadini saranno resi partecipi dell’attuazione dei programmi: trasparenza e chiarezza saranno il nostro punto di forza.

Nella determinazione delle tariffe si terrà in considerazione il nostro obbligo morale di contenere la pressione tributaria al fine di non gravare ulteriormente sui cittadini.

SOCIALE

Famiglie in difficolta’

L’attuale congiuntura economica che ha determinato questo lungo periodo di crisi ha portato diverse famiglie sul lastrico. Sappiamo che diverse famiglie di Torella non sono rimaste indenni da questo fenomeno. L’indebitamento e la perdita di posti di lavoro stanno mettendo a dura prova molte famiglie torellese ed è giaà compromessa la disponibilità delle giovani coppie a mettere su famiglia. Non possiamo continuare a far finta di nulla, l’amministrazione comunale non può voltare lo sguardo e far finta che tutto, prima o poi si risolvera’.

Ci impegniamo ad affiancare le famiglie in difficolta’, non con soluzioni temporanee come piccoli contributi o brevi contratti di lavoro, ma mediante la promozione di nuove opportunità lavorative e attraverso sgravi fiscali eccezionali.

Ogni genitore è a conoscenza dell’elevata spesa che comporta la nascita di un figlio: sara’ nostra cura contribuire all’acquisto di pannolini lavabili destinati alle coppie che decidono di avere un figlio e che vivonosituazioni di difficoltà economiche. Azione che, grazie alla notevole riduzione dei volumi di nettezza urbana, comporterà anche un risparmio nella gestione dei rifiuti solidi.

Bambini (il futuro di Torella)

I bambini, ad eccezione di uno scivolo alquanto pericoloso, posto in un parco comunale tenuto sporco (per la presenza di deiezioni animali e, sovente, bottiglie di vetro frantumate), non hanno altre opportunità di svago nel nostro paese. Molti, fra i più piccoli, giocano rincorrendosi intorno alla fontana del centro del paese chiedendosi quale sarà il gioco successivo. Vogliamo favorire il foro sviluppo e apprendimento mediante la realizzazione di un’area attrezzata tenuta pulita e opportunamente mantenuta, per un maggiore senso di igiene e sicurezza.

L’amministrazione comunale ha la possibilità di proporr un servizio di ludoteca dove far crescere mediante il divertimento e lo sviluppo cognitivo i bambini torellesi. Il servizio sarà una valida opportunita’ di impiego, gestito da giovani torellesi che decideranno di formarsi nel settore.

Giovani

Le passate amministrazioni comunali di Torella, al pari di tanti piccoli paesi, non hanno mai investito nella promozione di strumenti di aggregazione per giovani. Ad eccezione di validi tentativi a livello parrocchiale, non è stata mai avanzata una proposta per arricchire l’offerta sociale.

Anzitutto sara’ strutturato un adeguato programma di tutela della fascia giovanile volto a facilitare la diffusione di un patrimonio di valori certi che, unitamente al rafforzamento dell’identita’ culturale, vengono continuamente messi a rischio.

Saranno analizzati i bisogni, le aspettative, le problematiche e le tendenze dei giovani, anche tramite l’istituzione di un Osservatorio permanente sulla condizione giovanile; sarà favorita la partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica; dedicheremo particolare importanza alla prevenzione dei percorsi della devianza giovanile alla stimulazione dell’aggregazione, dell’associazionismo  e della cooperazione giovanile.

Guardando alle future amministrazioni, saranno organizzati corsi di formazione per giovani amministratori, finalizzati a creare una nuova classe dirigente etica ed efficiente che dia, gia’ dalle elezioni del 2017, la possibilità di sostituire gli ormai attempati autori della politica torellese con idee giovani e vincenti, libere da influenze negative.

Anziani

L’esodo dei giovani, la diminuzione del numero dei matrimoni e delle nascite sono fenomeni ormai diffusi in tutti i piccoli comuni delle aree interne.  Tendenza, questa, che porta inevitabilmente ad un marcato invecchiamento della popolazione, ma non sempre ad una valorizzazione della persona anziana (nel proprio contesto familiare e nel tessuto sociale) come soggetto rilevante per la società.
Daremo importanza all’assistenza domiciliare e di controllo per tutte quelle persone che decidono di continuare una vita autonoma nelle proprie abitazioni. La Residenza per anziani di recente costruzione, inserita anche da noi nel programma elettorale del 2007, è un’ottima occasione occupazionale per i torellesi, ma il ricorso a questa struttura, da parte degli anziani, deve essere la soluzione in quei casi per i quali non è pensabile l’assistenza domiciliare; l’istituzionalizzazione degli anziani, infatti, è sovente correlata alla caduta in sindromi depressive e allo svilkuppo di processi di decadimento fisico e psichico, cosa che non vogliamo certamente favorire.

Saranno ideate e realizzate iniziative di tipo culturale e sociale, convenzioni speciali al fine di sviluppare progetti che favoriscano il contatto tra diverse generazioni; l’inserimento di attivita’ diurne all’interno della Casa di Riposo, sia per gli anziani ospiti, sia per il resto della popolazione anziana di Torella; la creazione di uno sportello dedicato alla popolazione “over 65″, punto di riferimento per tutto ciò che riguarda le risposte alle necessita’ delle persone anziane, un servizio che non vuole indirizzarsi al solo disagio ma diventa un modo nuovo di approcciare e promuovere la longevità e il benessere delle persone anziane attraverso gli strumenti messi a disposizione del Comune.

OCCUPAZIONE

Il già citato esodo delle giovani forze torellesi è il motivo che ci spinge a promuovere una nuova mentalità del mondo del lavoro. Se non si decide di investire sull’aumento del numero di famiglie residenti, i nostri paesi scompariranno nel giro di pochi lustri. E’ inutile realizzare opere se poi non si crea occupazione, inutile mostrare il risultato di importanti gare di appalto se non si promuove il benessere dei nostri giovani.

Per questo motivo il paese sarà coinvolto nella costituzione di una o più attività imprenditoriali o associative in grado di gestire i vari servizi (già offerti enuovi) necessari al territorio e di realizzare i futuri progetti nel campo dell’agroalimentare, del sociale e del turismo.

ISTRUZIONE E CULTURA

Costruire un rapporto più stretto tra scuola, istituzioni locali, territorio, società è di fondamentale importanza per un paese come Torella. E’ importanche che gli studenti crescano sicuri della vicinanza dell’amministrazione e della societa’ intera.

Allo stesso modo, l’aggiornamento della biblioteca comunale con testi nuovi e nuove tecnologie, è un passo necessario per la stimolazione culturale dei ragazzi torellesi. Attraverso gare di lettura e/o ricerca si potrà rafforzare la funzione della stessa biblioteca e favorire la collaborazione con le scuole operanti sul territorio.

RISORSE PER L’AGRICOLTURA

L’agricoltura è l’unica e vera risorsa di cui godono i nostri territori. Fino ad oggi nessuna amministrazione le ha dato abbastanza fiducia, a volte nemmeno le associazioni di categoria.

l’unica possibilità che hanno i nostri imprenditori agricoli è quella di vendere le materie prime a spietati grossisti che cercano di trarre il maggior profitto dal lavoro altrui. Per questo motivo è importante promuover una filiera che dia la possibilità agli agricoltori di trasformare i loro raccolti e venderli in canali di mercato che insieme ci procureremo.

Sarà realizzato un laboratorio per la trasformazione delle materie prime in prodotti da proporre in regione, nell’intero territorio italiano e all’estero, anche fra le comunità molisane nel mondo. Solo a titolo di esempio abbiamo intenzione di valorizzare le colture cerealicole attraverso la realizzazione di un birrificio, in modo da inserire un nuovo prodotto agricolo con maggior valore commerciale rispetto alla materia prima venduta all’ingrosso, un modesto mulino per la trasformazione e vendita di cereali e di sfarinati; un piccolo laboratorio per la trasformazione di prodotti ortofrutticoli ecc ecc.  Il tutto a disposizione della popolazione e delle imprese agricole e un maggior ricavo da parte dei produttori.

Si darà spazio alla progettazione di nuove colture che possano differenziare l’offerta locale ed integrar il limitato reddito agricolo; si organizzeranno corsi di formazione per dare la possibilita’  agli agricoltori di acquistare nuove competenze commerciali e di marketing.

Le borgate, inoltre, importanti nuclei abitativi nel passato, oggi quasi spopolati, ma comunque con potenziale interesse culturale e turistico, sono lasciate a sé. Tali aree saranno inserite in progetti di rivalutazione rurale e turistica, torneranno a contare quale risorsa per un paese alla deriva.

TERRITORIO

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un duro assalto alla storia del nostro paese: ruspe in azione, intente a sotterrare centinaia di anni di storia del borgo medievale di Torella. Tutto questo è accaduto perche’ affianco all’azione degradante del tempo non si è associato un piano di rivalutazione della parte più antica del paese.

Lavoreremo anche in questa direzione: il borgo medievale riacquisterà una nuova veste, sarà reso sicuro e sarà apposta la pavimentazione, tanto necessaria nella via Portanova.

Tutto ciò non ha alcun senso se ci fermassimo a questo. Saranno promosse azioni di rivalutazione e di ripopolamento della parte storica di Torella: agevolazioni ed incentivi per le piccole attività che decideranno di insediarsi/trasferirsi nel centro storico, ma anche per legiovani coppie che vorranno ristrutturareb la propria casa per poi abitarvi; questi luoghi saranno interessati da attività culturali proposte in periodi estivi e nelle festività  e da proposte di turismo sostenibile che daranno ampia visibilità alla storia del nostro paese.

Allo stesso modo il tratturo Lucera-Castel di Sangro sarà oggetto di interesse culturale, non più solo culinario, ma legato alla storia del nostro paese, mediante realizzazione di percorsi storico-naturalistici dstinati ai turisti che spesso raggiungono il nostro paese e non trovano alcuna proposta.

Altra priorità è l’accurata pulizia del paese, non solo della strada principale di Torella. Le strade interne del centro storico e del Colle vertoni in un pietoso stato di abbandono, ricoperte di escementi, erbacce e senza alcuna intenzione, da parte delle amministrazioni, di dare migliore vivibilità e visibilità.

AMBIENTE ED ENERGIA

Secondo le statistiche, sta aumentando la percentuale di cittidini interessata alle tematiche ambientali. Cittadini che hanno intenzione di fare qualcosa per ridurre il rischio di avvelenamento del pianeta, ma non viene data loro alcuna possibilità di contribuire in tal senso.

Siamo fortemente motivati a dare ai torellesi gli strumenti necessari affinchè i propri figli possano sognare un territorio più salubre mediante l’organizzazione di un’attenta raccolta differenziata con la possibilità di realizzare in loco un piccolo impianto di trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani in compost attraverso compostatori oppure la lombricoltura. Impianto che sara’ gestito da una cooperativa di servizi torellese che avra’ la possibilità di utilizzare il compost come ammendante per la cura del verde pubblico, ma anche per fini commerciali.

Per il risparmio energetico andremo nella stessa direzione: promuoveremo la riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai consumi quotidiani, nonchè la riduzione della spesa energetica delle famiglie mediante l’utilizzo della tecnologia a led per l’illuminazione cimiteriale e quella stradale e mediante l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica rinnovabile.

CONCLUSIONI

La METAMORFOSI di Torella che noi vogliano promuovere potra’ basarsi, per dirla con Platone, dopo la degenerazione della democrazia in populismo e culto della personalia’ (leggasi vecchie amministrazioni), soltanto su una gestione della cosa pubblica, di transizione, partendo da una consiliatura che che conceda una tregua alla nostra comunità, liberandola dagli affabulatori che “con la loro retorica e i loro sofismi, con falsi sillogismi e con la mozione degli affetti, ottenevano il consenso” (Platone).

Ricordiamo a noi stessi prima e a tutti i concittadini poi, che la democrazia non può e non deve essere ridotta alla sola possibilità di voto, atto purificatore nel quale si consumano i peggiori scempi; democrazia è ben altro e molto di più. è tutto ciò che viene immediatamente dopo il voto, è tutto ciò che discende, in termini di responsabilita’, sugli eletti, i quali dovranno sopportare il peso etico della fatica quotidiana che è stata loro affidata.

Senza di ciò, e quindi non per il solo fatto che sia stato espresso un voto, non vi è democrazia e non vi sara’ METAMORFOSI  e senza una coscienza del cambiamento non potrà esserci il sogno di una comunita’ rinnovata e capace di volare alto.

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ANCHE UN PRETE CANDIDATO NELLE COMUNALI DI ISERNIA

28 Aprile 2012 Nessun commento
Si chiama don Vincenzo Chiodi e si è candidato per le Comunali di Isernia con la lista “Guerriero Sannita”, ha 78 anni ed è stato per 48 anni parroco dell Cattedrale.
La notizia è stata riportata da vari giornali nazionali, quali “Libero” e ” Il Mattino”, dalla stampa locale e da moltissimi blogger.
Poichè ad un sacerdote  non è consentito avere parte attiva nei partiti politici e di assumere uffici pubblici che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile
è arrivata la comunicazione ufficiale della sua sospensione “a divinis”.  Da oggi, dunque, il sacerdote non potrà più celebrare Messa, predicare o «porre qualsiasi atto legato al Sacro Ministero».
“Non ho accettato il decreto della Curia diocesana perché loro non rispettano il diritto canonico, infatti la procedura seguita da loro non è corretta”
“E’ il secondo decreto che la Curia – ha detto don Vincenzo – tenta di recapitarmi,  ma nel modo sbagliato e io non lo accetto. Alla mia porta ha bussato un parroco per notificarmi la censura, ma non funziona così. Io conosco il diritto. Doveva portarlo il cancelliere della Curia alla presenza di due testimoni. Così non è stato quindi non è valido e io lo rifiuto. E’ un decreto fasullo. Si sono messi sotto i piedi il diritto canonico e chi fa questo calpesta Cristo”.
“La Curia – ha aggiunto – farebbe meglio a interessarsi dei poveri, dei disabili, di chi soffre. Io lo voglio fare entrando in politica per cambiare le cose anche negli enti locali. Sono stato per anni e anni parroco a Isernia, conosco tutti. So quali sono le famiglie in vera difficoltà e imbrogliate dai politici al solo scopo di ottenere voti. Queste sono le cose che devono cambiare. Con la mia candidatura voglio rendere la politica un servizio ai nostri fratelli”.


 

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GRAVE LUTTO

23 Aprile 2012 2 commenti

Grande commozione per l’improvvisa morte del dott. Giuseppe Mastrangelo.

Il dott. Giuseppe Mastrangelo, improvvisamente scomparso in data odierna, esercitava l’attivita’  di medico principalmente in Fossalto ed in Torella del Sannio.

Esprimo alla famiglia le più sentite condoglianze

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AUGURI A NUNZIO E DANIELA

22 Aprile 2012 1 commento

Auguri a Nunzio Brunetti  e Daniela D´Alessandro per la  promessa di matrimonio sottoscritta in data odierna 22.04.2012.

Il matrimonio sara’ celebrato il 30.06.2012 nella Chiesa Parrocchiale di Torella del Sannio.

 

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ANCORA UNA RIUNIONE DEL COMITATO “PRO RIVOLO”

17 Aprile 2012 Nessun commento
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SPORTING TORELLA VINCE IL PROPRIO GIRONE – GRANDE ENTUSIASMO DEI TIFOSI E DEI GIOCATORI

16 Aprile 2012 Nessun commento
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ELEZIONE DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TORELLA DEL SANNIO CHE AVRA’ LUOGO IL 6 E 7 MAGGIO 2012

5 Aprile 2012 2 commenti

LISTA N.1 -  LA RINASCITA

Candidato Sindaco: MICHELE FUSCOLETTI

Candidati a Consiglieri Comunali:

Meffe Gianni

D’Alessandro Antonello

D’Alessandro Stefania

Di Placido Clemente

Di Placido Mauro

 D’Alessandro Michele

LISTA N.2 –  INSIEME PER TORELLA

Candidato Sindaco: GIOVANNI D’ALESSANDRO

Candidati a Consiglieri Comunali:

Ciamarra Nicola

D’Alessandro Francesco

D’Alessandro Michelangelo

Di Mario Carmine

Messere Sara

Sala Nicola

Lista n.3 – MOVIMENTO SOCIALE ITALICO

Candidato Sindaco: TISEO CLAUDIO

Candidati a Consiglieri Comunali:

Barattiero Carmine Nello

Celiento Giuseppe

D’Errico Marco

Paniccia Firmino

Trani Attilio Augusto

Villano Gianpaolo

Lista n.4 – INSIEME SI PUO’

Candidato Sindaco: BARBIERO NICOLA 

Candidati a Consiglieri Comunali:

Ranallo Domenico

Tavoni Sonia

Paralupi Gianluca

Damore Giovanni

Del Giudice Domenico

Coviello Vito

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LO SCONGIURO

18 Marzo 2012 Nessun commento

Tratto dal libro di Carmen e Wanda Conte “Voci di un mondo che cambia” – Enzo Nocera Editor –    per gentile autorizzazione delle autrici che ringrazio sentitamente.   

   In passato, i contadini, per atavica esperienza, erano astronomi e meteorologi; s’intendevano di stelle, di fasi lunari e di venti; sapevano cogliere i segni dei mutamenti dell’aria, ma non sapevano tenere a freno le forze della natura quando si abbattevano devastatrici sul loro raccolto, sulla loro fame.

   In quei frangenti ricorrevano alla preghiera, all’accensione delle candele benedette il giorno della Candelora, al suono delle campane e soprattutto allo scongiuro. Ma scongiurare le potenze dell’aria non era cosa facile, perché, all’atto del rito, chi lo praticava doveva essere esente da qualsiasi colpa, da qualunque peccato ,fosse pure veniale. Caso contrario l’ira degli elementi si sarebbe abbattuta sulla persona dello scongiurante senza, per altro, allontanare o attenuare la procella. Cosa accaduta più di una volta, almeno così si diceva.     

    Tuttavia nelle borgate e nei casolari sparsi nelle campagne rimaneva sempre qualche coraggioso,qualche temerario che, nei momenti di maggior tensione dell’atmosfera, usciva nei luoghi più esposti e, affondando il coltello a serramanico nella terra, pronunziava le fatidiche parole di cui egli stesso non conosceva il senso. Così era sempre stato dal tempo dei tempi.

    Nei centri abitati, invece, lo scongiuro veniva praticato dai sacerdoti incaricati di tale compito dalla Chiesa stessa e ogni paese aveva un sito adibito a tale scopo.

   A Torella il rituale si svolgeva sotto l’arco della Porta Antica, di fronte all’immensa campagna che si stende a nord-est, e non sempre andava a buon fine; però i preti addetti non erano rimasti mai fulminati, segno che sapevano più degli altri come trattare con Dio.

   In un pomeriggio estivo,l’aria cambiò direzione e, anche se lontano, il brontolio dei tuoni che si rincorrevano non faceva presagire nulla di buono. I contadini torellesi, sparsi nei campi vicini, si affrettarono a tornare in paese e si diressero, senza perder tempo, alla canonica per sollecitare il vecchio parroco,don Casimiro, a fare i dovuti scongiuri. Il sacerdote, che aveva appena pranzato e la siesta lo rendeva pigro e pesante, brontolò:

   “Proprio adesso?”

   “E quando allora, don Casimì?”

   “La grandine non aspetta, certo, i vostri comodi!”

   “Vengo, vengo, non vi preoccupate! Aspettatemi sotto il portone ché arrivo subito!”

   Intanto sulla piazzuola antistante la canonica si andava raccogliendo altra gente sui cui volti erano impresse,come una maschera, la preoccupazione e l’inquietudine. Le nuvole si accavallavano sempre più gravide e minacciose, il pericolo sovrastava e don Casimiro indugiava.

   “Ma che aspetta ”,  mormorava ansiosa la piccola folla con gli occhi rivolti al cielo, “che arrivi il diluvio?”

   Finalmente il prete comparve rivestito della pianeta viola orlata di oro. Un sospiro di sollievo corse fra gli astanti che,frettolosi, insieme a lui si diressero sotto l’arco dell’antica porta. Qui il sacerdote principiò a scongiurare l’aria con voce stentata e gesti negletti.

   “Don Casimì , più forte !” Si gridava. “Più forte, don Casimì!”

   Il prete alzò la voce più del necessario affinché, oltre alla potenze invocate, anche i contadini udissero ciò che non comprendevano:

   “Ut fidelibus tuis aeris serenitatem.”

 In quell’istante il fragore di un fulmine, caduto a poca distanza, lo interruppe. Tutti si segnarono terrorizzati, invocando Santa Barbara.

   Dopo lo spavento il parroco continuò:

   “Te rogamus, audi nos!…” 

   E il popolo ripeteva a gran voce :

   “Te rogamus, audi nos!”    

   Improvvisamente uno spiraglio di luce sembrò farsi strada nell’etere cupo,ma, quando già gli animi si aprivano alla speranza, la grandine cominciò a tamburellare sui campi. La gente ammutolì.

   “Don Casimì, e mmó?”  Esclamò illividito il sacrestano.

   “ E mmó e mmó e mmó!…” s’infastidì l’esorcista “Io scongiuro,il prete di Molise scongiura, quello di Civitavecchia scongiura, poi ci si mettono i cafoni delle campagne…ma quìsse,” aggiunse in dialetto, indicando il cielo “a quöàcche vvìja àda pùre cacà!”  

   A quelle parole dissacranti un mormorio sordo corse tra la folla e una voce si levò risentita e poco rispettosa:

   “Pe Ssànda Jùsctra, don Casimì,nen pazzejëàme!”

 “E cchi pazzèja Frangì!  Io sto sudando le classiche sette camice per allontanare la grandine, lottando contro le forze del male e ttu dìce ca pazzéje!”

Tu fai sempre di testa tua. Se tu fossi venuto in tempo, le cose starebbero diversamente!” Scattò su un altro.

  “Ggeuöà, mó te ce mìtte pùre tu! Finiscila e lascia fare a me. Sono io che scongiuro e so le cose come stanno!”Lo zittì il prete che, da buon figlio di contadini, si era accorto del repentino favorevole mutamento dell’aria, cosa sfuggita agli altri, perché presi dal panico. 

   Dopo un ulteriore salmodiare, le nubi cominciarono a diradarsi e la tempesta si spostò altrove.

   “Avete visto,”esclamò trionfante l’esorcista, “che non è mai troppo tardi?”

   La gente rasserenata, tornando a casa pensava:

  “I preti sanno sempre quello che fanno”

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MOMENTI DI VITA NEL VICOLO (Ngòpp’a le cuótte l’àcca vellìta)

18 Marzo 2012 Nessun commento

Tratto dal libro di Carmen e Wanda Conte “Voci di un mondo che cambia” – Enzo Nocera Editor –    per gentile autorizzazione delle autrici che ringrazio sentitamente.                                                                           

   Molto spesso, al mattino, quando gli uomini erano già al lavoro o, alla sera, quando ancora non rientravano, i vicoli che s’inerpicavano da re Revatiélle verso la chiesa madre risuonavano di alterchi, litigi e baruffe. Le donne, protette da un antico Statuto Municipale che le affrancava dalla galera “per parole ingiuriose dette fra loro”, reagivano alle frustrazioni della miseria, dando libero sfogo a rancori e rivalse con strepitose battaglie verbali.

   Quella mattina nel vicolo de chìlle de re pàpa, la miccia venne innescata da Carmenella che, volutamente, non rispose al saluto di Angelella.

   Questa indignata le gridò dietro:

   “E mmó che bbuó, le màle che te sbàtte?”

   Fu come un segnale. Tutte le donne lasciarono le faccende domestiche. Si affacciarono alle porte e alle finestre, uscirono sui ballatoi e, tra il raglio degli asini, il belato delle pecore, l’odore rancido del lardo sfritto e dell’aglio bruciato,si scatenò la guerra. Parole grosse, insulti ,ingiurie, imprecazioni,maledizioni, improperie e minacce, scoppiettanti come colpi di mitraglia, scendevano e risalivano l’angusta stradina, ferendo le une e le altre e lasciando sullo sconnesso selciato la femminilità e la carità cristiana.

   La vecchia Ùrzela, sempre presente, sempre pronta ad intervenire, ad aizzare, a soffiare, questa volta non potette dare man forte all’avvenimento per la presenza del marito che si attardava in casa. Pur tuttavia, orecchiando alla porta e sbirciando dalla finestra, riuscì a captare di che cosa si trattava e lei, che in proposito aveva tanto da dire, fremeva per l’impazienza di entrare a capofitto nella contesa.

   Quando finalmente il consorte uscì di casa,era già tutto finito.Le belligeranti con le bestie, la culla in testa e la colazione per i loro uomini,erano sciamate verso i campi e nel vicolo, rimasto silenzioso e deserto, si udivano solo i singhiozzi di Marietta, seduta sulla soglia dell’uscio di casa sua, che piangeva per le offese ricevute.

  Ùrzela,che non voleva perdersi almeno quest’ultima manche,si avvicinò alla ragazza con fare materno e,mettendole la mano sulla spalla,le chiese premurosa:

   “E mmó che jëà? Che tt’è secciésse, còre mìja?”

   “Làssema a jjì, zìja Ù’!” Rispose la giovane, torcendosi le mani.

   “A mmé me le puó dìce, ca te pòzze jèsse màmma ! ” Insistette l’altra.

   “ Scìne ,ma jè na còsa bbrùtta, bbrùtta assiëà”

   “Ma che tte petévene dìce!” Continuò lo donna che moriva dalla voglia di sapere.

   Finalmente, dopo reiterate sollecitazione, Marietta piagnucolò:

   “Ròsa m’à dìtte ca sònghe na pettàna!”

  “Pòvera la fìglia méja” la consolò Úrzela “e vvuó chiëàgne pe cchescì pòche!”

   “E tte pàre pòche!” Si lamentò la fanciulla. “ pparòle che ze dìcene a na ggióvena?”

  “Nóne, nde la pegliëà,” rispose Ùrzela con l’aria di che se ne intende “pecché pe ffa la pettàna àda jèsse bbèlla e ttu, zìja séja, bbèlla nge pròpria  scié, sennó a vendedù jëanne tenìsse ggià marìte e ffìglie!”

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GIORNO DI TREGENDA

18 Marzo 2012 Nessun commento

       Tratto dal libro di Carmen e Wanda Conte “Voci di un mondo che cambia” – Enzo Nocera Editor –    per gentile autorizzazione delle autrici che ringrazio sentitamente.

Il 30 maggio dell’anno 1828, nel primo pomeriggio, si abbatté su Torella una violentissima grandinata che non arrecò molto danno alle colture, grazie alla sua breve durata.

    Tutto sembrava passato e l’occhio del contadino si stava tranquillizzando quando, circa due ore dopo, l’aria improvvisamente si oscurò di nuovo e detonazioni, lampi e saette avvolsero il paese in una spirale da tregenda: un contrasto impetuoso di venti settentrionali e meridionali prese a rovesciare sulla terra tanta acqua  da non riuscire a trovare un varco per scendere a valle.

   I torellesi preoccupati cercarono più pregavano imploranti, più gli scoppi si susseguivano con una rapidissima e violenta successione. La paura  aveva raggiunto l’acme e le urla, che si levavano altissime, avevano perduto ogni connotazione umana.

   Per circa un’ora, i fulmini si rincorsero sul paese creando una vera e propria tempesta di scariche elettriche.

   Una di queste danneggiò il campanile e l’organo,entrambi già seriamente compromessi dal terremoto di Sant’Anna  del 26 luglio 1805, scardinò e frantumò la porta della chiesa, abbatté l’intonaco esterno dell’entrata e lesionò le mura.

    Mentre “l’elettricismo a mo’ di fiammelle” errava per il luogo sacro, portando in aria, come fossero stati fuscelli, i materiali dell’organo, della porta e degli intonaci,molte persone caddero bocconi a terra semivive. Per fortuna nessuno morì e i pochi coraggiosi, inciampando e cadendo, accorsero in loro aiuto, perché non soffocassero.

    Ma il massimo del terrore si raggiunse quando una palla di fuoco, entrata da un portellino esistente nel campanile, scoppiò con grandissimo fragore, sollevando nugoli di polvere, materiali e oggetti vari che presero a rincorrersi nella chiesa come sospinti da forze malefiche, sfuggite alle potenze infernali. L’oscurità si fece tanto cupa fino a sembrare agli astanti di essere nel cuore della notte. Nello stesso momento la potenza dell’elettricità, paragonabile ad un torrente in piena, trasportò i fedeli gli uni sugli altri, accatastandoli come cose inanimate e un’enorme fiamma tortuosa portò  via le candele accese davanti all’immagine della Madonna 

    Allorché, finalmente, la mano pietosa di Dio placò le forze della natura, la gente si alzò dolorante e incredula di essere ancora al mondo e di poter riabbracciare i propri cari.

   Naturalmente si gridò al miracolo e ne ebbero ben onde.

   Il giorno dopo, alla luce livida della nuova alba, si stimarono i danni. Buona parte del raccolto era stato distrutto, molti alberi spezzati ed altri, unitamente a diversi pagliai, continuavano ad ardere: lo spettro della fame si rendeva, ancora una volta, tangibile.

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NUOVE IMMAGINI

10 Febbraio 2012 2 commenti

foto di r.s.

foto di r.s.

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foto di r.s.

 

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INVERNO IMMAGINI

5 Febbraio 2012 2 commenti

foto di  r.s.

foto di r.s.

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foto di r.s.

Colle Bove – Foto di r.s.

 

Colle Bove – foto di r.s.

foto di r.s.

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LA NEVE A TORELLA

3 Febbraio 2012 2 commenti

 

foto di Davide Messere

foto di Davide Messere

foto di Davide Messere

Foto di Nicola Alessandro Meffe

Foto di Nicola Alessandro Meffe

 

Foto di Nicola Alessandro Meffe

Foto di Nicola Alessandro Meffe

Foto di Nicola Alessandro Meffe

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